Complesso Monumentale della Pilotta

Piazza della Pilotta, 9/a - 43121 - Parma

Telefono: +39 0521220400

Orari

aperto da martedì a domenica dalle 10.30 alle 19.00 (chiusura biglietteria alle 18.00).

La visita della nuova ala del Museo Archeologico avverrà per gruppi costituiti da massimo 30 visitatori con cadenza oraria alle ore 10.30-11.30-12.30-13.30-14.30-15.30-16-30-17.30.

il Complesso è aperto con ingresso gratuito la 1^ domenica del mese.

Tariffe

Intero: 18 euro
Ridotto Gruppi: 14 euro (gruppi di adulti 10-30 pax)
Sconto genitori con figli da 18 a 25 anni: 14 euro
Ridotto dai 18 ai 25 anni € 2,00
Gratuito per i minori di 18 anni.
L’ingresso al Complesso è previsto sia tramite acquisto diretto in biglietteria nell’area dei Voltoni che rimarrà aperta dalle ore 10.30 alle 17.45 che mediante prevendita sulla piattaforma Ticka al link https://pilotta.ticka.it/

Ingresso gratuito la prima domenica del mese per l’iniziativa Domenica al Museo.

Il biglietto è comprensivo della visita dei musei del Complesso Monumentale della Pilotta (area monumentale Teatro Farnese, Galleria Nazionale, Galleria Petitot della Biblioteca Palatina, nuova ala del Museo Archeologico e Museo Bodoni).

Palazzo della Pilotta

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Teatro Farnese

La Pilotta, imponente palazzo simbolo del potere ducale dei Farnese è oggi un Complesso Monumentale unico.
Il Teatro Farnese, la Galleria Nazionale di Parma, il Museo Archeologico Nazionale e la Biblioteca Palatina (Galleria Petitot, Sala Dante e possibilità di ammirare la Galleria dell’Incoronata), uniti da una storia antica, con collezioni ricche di piccoli e grandi tesori, e poi separati nel tempo, ritrovano oggi la loro unità, dando vita ad un centro culturale e scientifico che si apre ad un nuovo dialogo coi cittadini.

Si visitano con gli stessi orari di apertura e con un unico biglietto: Galleria Nazionale Istituita dai Duchi di Parma, Don Filippo e Don Ferdinando di Borbone, venne arricchita dagli acquisti operati da Maria Luigia d’Austria, dando così origine ad una importante collezione di quadreria. Particolare rilevanza hanno la scuola emiliana del XV e XVI secolo con opere di Correggio, Parmigianino, Alessandro Araldi; la maniera italiana con Bronzino, Domenichino, Tintoretto); la pittura emiliana e fiamminga dal XV al XVII secolo con Annibale e Lodovico Caracci, Schedoni, Lanfranco; la pittura emiliana dei secoli XVII-XVIII (Guercino, Cignani, G. M. Crespi); la pittura napoletana del XVIII secolo; i veneti del ‘700 (Tiepolo, Pittoni, Canaletto, Bellotto); i francesi del ‘700; i parmensi del ‘700; la pittura dell’800. Opere di particolare rilievo e pezzi forte della collezione sono: la Testa di Fanciulla, detta Scapigliata, attribuita a Leonardo da Vinci, il Ritratto di Erasmo da Rotterdam di Hans Holbein il Giovane, la Madonna della scodella e la Madonna di San Gerolamo di Correggio, la bellissima Schiava turca di Parmigianino, la statua di Maria Luigia di Antonio Canova. Curiosità di un museo: oggetti d’arte da scoprire.

Inoltre, “L’Ottocento e il mito di Correggio” un omaggio a due figure per molti versi fondamentali della storia parmense: Maria Luigia d’Asburgo, Duchessa di Parma, e l’incisore Paolo Toschi.
Per precisa scelta strategica del Direttore Simone Verde, questa mostra, dopo il periodo espositivo si trasformerà in sezione definitiva della grande pinacoteca della Nuova Pilotta. Alle pareti resteranno le opere con i relativi pannelli espositivi, mentre l’ampio corredo documentario di approfondimento e confronto proposto dalla mostra temporanea resterà documentato dal catalogo dell’esposizione.

Teatro Farnese
 Il Teatro Farnese, opera lignea di Giovan Battista Aleotti, fu voluto da Ranuccio I Farnese nel 1618 per festeggiare la sosta a Parma di Cosimo II de’ Medici e venne collocato nel Palazzo della Pilotta trasformando l’originaria Sala d’Armi. L’inaugurazione avvenne nel 1628 in occasione del matrimonio tra Margherita de’ Medici e il Duca Odoardo Farnese. Il teatro divenne un esempio per l’unicità di alcune delle sue soluzioni: dalla struttura ad impianto scenico mobile alle macchine per lo spostamento dall’alto di personaggi, ed ancora per l’ingegnoso sistema per l’allagamento della cavea in modo da poter inscenare naumachìe. Nel 1732, dopo l’ultima rappresentazione, il teatro si avviò verso un lento declino, fino ad arrivare alla quasi totale distruzione durante la seconda guerra mondiale. La ricostruzione operata negli anni ’50 avvenne secondo disegni originali: le parti lignee, un tempo completamente decorate, vennero lasciate al naturale per evidenziare le poche, originarie, recuperate.

Museo Archeologico Nazionale
 Il ducale Museo dell’Antichità, collocato all’interno del Palazzo della Pilotta, fu fondato a Parma nel 1760 da Don Filippo di Borbone ai fini della conservazione dei reperti degli scavi compiuti a Veleia (piccola città romana sull’Appennino piacentino). Durante il dominio francese agli inizi del secolo XIX venne spogliato dei pezzi più prestigiosi, che saranno restituiti solo dopo il Congresso di Vienna. Sotto il governo di Maria Luigia si vedranno incrementate le collezioni con importanti acquisti. Dall’Unità d’Italia vi trova sede uno dei centri più fecondi di studi e ricerche nel campo della Paleontologia. Ad oggi sono visitabili la sala ceramiche e la sezione egizia.

Museo Bodoni dedicato interamente all’opera del tipografo Giambattista Bodoni, che diresse la Stamperia Ducale dal 1768, portandola al livello di centro tipografico internazionale ed attestandone le produzioni ad un elevato livello qualitativo. Nel percorso espositivo il torchio tipografico, fedele ricostruzione di quello usato dal tipografo saluzzese, e gli armadi originali Luigi XV, all’interno dei quali Bodoni custodiva le cassette dei punzoni, introducono alla sezione dedicata a “La Fabbrica del Libro”.
All’interno di quattro grandi vetrine, parte del mobilio originale del museo degli anni ‘60, sono ricostruite le varie fasi di lavoro di Bodoni: a partire dal disegno del carattere e creazione dei punzoni, dalla fabbricazione delle matrici e fusione della lega tipografica con tutti gli strumenti di lavoro utilizzati, forme per la fusione dei caratteri, lime, pialle, cucchiaini etc., fino alla rifinitura e composizione per stampa tipografica, calcografica e xilografica.
La sala si completa con una grande armadiatura-libreria realizzata su misura dedicata a “I capolavori di Bodoni” in cui viene esposta la raccolta dei volumi bodoniani, con particolare riguardo alla raccolta palatina ancora con legature originali, al fine di documentare la bibliofilia bodoniana. Fra questi, spiccano alcune delle edizioni più rare quali le Odi di Anacreonte su pergamena di Baviera e le Stanze di Poliziano stampate su seta.
Al centro dello spazio, un tavolo multimediale e interattivo presenta, in formato digitale, diversi volumi fra cui il Manuale tipografico composto da cento caratteri latini tondi, 50 corsivi e 28 greci a cui Bodoni lavorò per tutta la vita, e l’immane opera dell’Oratio Dominica, il Padre nostro in 155 lingue utilizzando ben 215 caratteri diversi tra latini, greci ed esotici, stampato da Bodoni in meno di un anno. Grazie a tale dispositivo touch-screen è possibile effettuare una ricerca per volume e sfogliare le pagine dell’opera nella sua completezza, potendo così ammirare la raffinatezza e l’alta qualità del lavoro tipografico di Giambattista Bodoni.Da poco è stata ampliata la collezione grazie ai 34 disegni originali a lapis utilizzati nel 1800 dall’incisore Rosaspina per illustrare il libro di Bodoni Pitture di Antonio Allegri detto il Correggio, donati dal professor Corrado Mingardi, consigliere della Fondazione Museo Bodoni.

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