Oratorio di San Tiburzio e Florilegium

Borgo Palmia, 6/A - 43121 - Parma

Orari

Florilegium è aperto dal 30 gennaio al 19 dicembre, 2022 (chiusa dal 28 luglio al 23 settembre): sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
Orari dal 30 maggio al 2 luglio: giovedì 18.00-20.00, sabato e domenica 10.00-12.30 e 15.00-19.00. Chiusa dal 3 luglio al 23 settembre. La mostra riaprirà il 24 settembre.

Tariffe

ingresso offerta minima € 2,00

Florilegium

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L’oratorio di San Tiburzio, non più luogo di culto, è un esempio significativo di barocco parmense, realizzato dall’architetto Adalberto Dalla Nave nel 1722 e completato con aggiunte dell’architetto Pancrazio Soncini un secolo e mezzo più tardi.

L’edificio a pianta a croce greca è sormontato da un tiburio poligonale, che copre la cupola affrescata da Giovanni Gaibazzi fra 1883 e 1885, con l’Assunzione di Maria e i quattro evangelisti. All’interno sono quattro statue allegoriche dello scultore Agostino Ferrarini raffiguranti le virtù cardinali. La facciata è scandita da due ordini di semicolonne ed ospita statue della Fede e della Carità e dei santi Filippo Neri, Carlo Borromeo, Nicola e Vincenzo de’ Paoli, sempre di Ferrarini.

Secondo la tradizione, in questo luogo nel V secolo era stata edificata la prima chiesa cristiana di Parma, intitolata a Maria Santissima, al posto di un ancor più antico tempio pagano dedicato a Marte o a Giunone. Nel 1230 la chiesa era parrocchia, poi entrò a far parte dei beni del monastero benedettino di San Giovanni evangelista e quindi passò alle convertite francescane, monache contemplative del terzo ordine, che la ridedicarono al martire san Tiburzio e la ricostruirono una prima volta nella seconda metà del Cinquecento (probabilmente una semplice struttura a tre navate con tetto a doppio spiovente) e poi all’inizio del Settecento nelle forme attuali. Nel 1805, Napoleone Bonaparte confiscò l’oratorio e l’adiacente convento, ordinando alle monache di trasferirsi a Piacenza. L’oratorio venne sconsacrato e venduto e attraverso più passaggi nel 1849 arrivò al maniscalco Antonio Zimmerl, che ne fece la sua officina.

Nel 1875, San Tiburzio venne acquistato dalla Congregazione di Carità, che pochi anni prima aveva comprato anche l’ex convento per allargare la sua sede. Questa Congregazione è un’organizzazione nata nei primissimi anni del Cinquecento e da allora dedita alla cura di persone bisognose a Parma, soprattutto poveri ammalati, ragazze nubili e giovani madri e poveri vergognosi. Diventata ente pubblico nel secolo scorso, la Carità ha poi cambiato nome in Iraia e oggi è Asp Ad Personam, ancora proprietaria dell’oratorio.

La Congregazione completò il recupero dell’oratorio, aggiungendo statue e affreschi per restituirlo al culto dal 1885.

Di nuovo sconsacrato nel 1913, l’oratorio divenne deposito della biblioteca Palatina. Passato poi per alcuni anni alla Diocesi, fu cappella universitaria, sede della Fuci e prima chiesa ortodossa in città.

Attualmente ospita l’installazione Florilegium di Rebecca Louise Law, un’artista britannica nota per le sue installazioni floreali larger-than-life e le sculture site-specific. La natura e il tempo, nelle opere dell’artista, si manifestano durante il periodo dell’esposizione e accompagnano il lavoro lungo un percorso segnato da tratti fisici quanto sensuali in cui l’immagine estetica del lavoro segue una continua evoluzione.

Florilegium è composto da 200.000 fiori che rappresentano, simbolicamente, la comunità dei cittadini di Parma. Dall’Irlanda arriva la tecnica di essiccazione naturale dei fiori che, grazie alla preziosa manifattura di una coppia di contadini locali, da diversi anni caratterizza il processo creativo dell’artista.
La particolarità di questa pratica è di preservare i colori e il profumo di ogni singola specie di fiore.

Il percorso dell’opera di Rebecca Louise Law comincia dal seme piantato e prosegue con la lavorazione dei fiori, uno ad uno, con filo di rame, nel rispetto della tradizione britannica ereditata in famiglia. Infine, dopo circa sei mesi passati ad ultimare tutti i grappoli (o cluster), questi sono stati trasportati in Italia per l’allestimento negli spazi dell’Oratorio di San Tiburzio.
Le cinquanta specie di fiori in mostra riconducono all’idea per cui, secondo l’artista, conservare, riciclare, riutilizzare e donare sono parte dinamica del ciclo che la natura crea senza fine. Al visitatore, anche solo per pochi momenti, l’opera apre un accesso speciale, poiché rende visibile e concreto l’incontro tra l’uomo e la natura, ora resa immobile dall’artista, per la prima volta, a Parma.

Florilegium nasce dall’urgenza di portare un nuovo sguardo tra quanti cittadini, locali o solo di passaggio, desiderano visitare una mostra d’arte contemporanea immersiva e indimenticabile.

Per informazioni info@ottnprojects.com – http://ottnprojects.com

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