Cattedrale

Piazza Duomo, 1 - Parma

Telefono: +39 0521235886

Orari

Tutti i giorni dalle 8.00 alle 19.00. Funzioni da lunedì a venerdì alle 8.00 (no da metà luglio a metà agosto), 11.00 (da fine settembre al 24 giugno), 18.30; sabato alle 18.30; domenica alle 8.00 (in cripta, da novembre a Pasqua e in Battistero da Pasqua a ottobre), 11.00, 18.30.

Tariffe

Ingresso gratuito.
Possibilità di noleggio di una smart guide in italiano, inglese, tedesco e francese a 2,00 euro. Il noleggio è gratuito per i possessori del biglietto d’ingresso del Battistero o del Museo Diocesano. I gruppi guidati devono essere forniti di radioguide.

Duomo Cattedrale di Parma

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Cupola del Correggio

Dedicata all’Assunta, la Cattedrale di Parma è tra gli edifici romanico-padani più rappresentativi del periodo. Iniziata verso il 1059, venne consacrata nel 1106.

Oggi la facciata presenta tetto a capanna, tre ordini di logge e tre portali. La facciata, tra due torri, originariamente pensata come quella coeva del Duomo di Fidenza, ne vede oggi realizzata soltanto una, costruita fra il 1284 e il 1294 e recante sulla cuspide l’angelo in rame dorato ora all’interno del Museo Diocesano. La seconda torre fu iniziata nel 1602 e subito dopo interrotta.

All’interno il Duomo presenta una struttura a tre navate e un transetto con cappelle laterali terminate da absidi. La decorazione interna presenta pezzi scultorei di notevole interesse, mentre nel transetto, è murata la Deposizione dell’Antelami.

Tra il 1525 e il 1530 il Correggio dipinse la Cupola uno dei capolavori dell’arte italiana del ‘500, rappresentando l’Assunzione della Vergine circondata da Apostoli, efebi e angeli recanti strumenti musicali e nei pennacchi i santi patroni della città. Preceduta in ordine cronologico dalla realizzazione della cupola della Chiesa di San Giovanni, tra il 1520 e il 1523, rappresenta il punto più alto della capacità espressiva e della ricerca illusionistica del maestro emiliano, nato a Correggio, appunto, tra il 1489 e il 1494. Il vorticoso moto ascendente dei santi, in uno squarcio di cielo, annulla completamente lo spazio reale e rappresenta il modello fondamentale cui si rifaranno le grandi decorazioni barocche del secolo successivo.
La capacità innovativa di Correggio, che giunge qui al culmine, non piacque tuttavia ai committenti, tanto che il maestro che avrebbe dovuto in seguito occuparsi della decorazione della parte absidale della chiesa, non appena terminato il grande affresco, lasciò il cantiere.

Sempre di Correggio all’interno della cattedrale sono gli apostoli raffigurati sul tamburo della cupola, i santi dei pennacchi e le sei eleganti figure monocrome all’estremità dei sottarchi.

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