Walter Albini

Luogo:

Abbazia di Valserena, Viazza di Paradigna, 1 - 43122 - Parma

Telefono: +39 0521903500

Orario: venerdì 9.00 - 15.00 | sabato e domenica 10.00 – 19.00. Chiuso dal 23 dicembre 2023 al 5 gennaio 2024 (compresi)

Tariffe: Biglietto intero 10,00 €. Per le riduzioni contattare il museo

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Per informazioni
tel. +39 0521903649
csac@unipr.it

Dal 14 ottobre 2023 al 14 aprile 2024  allo CSAC, Università di Parma Abbazia di Valserena, nella Sala delle Colonne

Con la mostra Walter Albini CSAC prosegue la serie di esposizioni allestite nella Sala delle Colonne caratterizzate dalla proposta di approfondimenti condotti da conservatori e collaboratori del Centro su temi specifici, esito di approfondite ricerche in archivio, e dalla particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e finanziaria, resa possibile grazie alle
diverse competenze culturali, progettuali e tecniche presenti a CSAC.
La mostra intende restituire il percorso creativo di Walter Albini dagli esordi negli anni Sessanta alle ultime collezioni realizzate nei primissimi anni Ottanta attraverso una selezione di materiali appartenenti al fondo archivistico presente nella sezione Media-Moda del Csac.

Il Csac di Parma possiede una delle più esaustive ed eterogenee raccolte documentarie dello stilista costituita da circa cinquemila materiali progettuali, donati nel 1983 da Paolo Rinaldi e nel 1988 da Marisa Curti.
Prendendo le mosse dalla prima importante esposizione dedicata a Walter Albini, curata da Gloria Bianchino e allestita presso il Salone delle Scuderie della Pilotta a Parma nel 1988 la mostra vuole oggi restituire, in occasione del quarantennale dalla scomparsa dell’artista, la sua visione avanguardistica e il suo estro creativo attraverso una selezione di disegni, documenti e abiti, dagli schizzi giovanili, che presentano già in nuce la poetica dello stilista, ai bozzetti e
studi preparatori, sino ai disegni destinati alla produzione; oltre a documentazione fotografica, groupages pubblicitari, release delle sfilate e articoli appartenenti alla rassegna stampa del periodo.
Il disegno è fondamentale nel percorso creativo di Albini, strettamente legato alla cultura jugend, è influenzato a più riprese dalla grafia di Paul Poiret e dalla cultura Liberty. Una rilettura di Chanel si unisce alle esperienze grafiche del Bauhaus e del Costruttivismo. Nel percorso grafico lungo un ventennio le suggestioni parigine dei primi anni Trenta si alternano a motivi geometrici di chiara matrice viennese, unitamente a un chiaro riferimento alla cultura Déco.

I disegni sono realizzati su supporti cartacei di fattura pregiata, tracciati a china, matita, matite colorate, pastello e pennarello, spesso caratterizzati dalla presenza di campionature di tessuto applicate al foglio, indicative della stretta relazione con la macchina industriale che contraddistingue la produzione in serie.
I disegni rivelano una progettazione totale del look evidenziata dalla presenza sul foglio degli schizzi a china degli accessori, dei gioielli, delle spille, di dettagli di acconciature o altri particolari di elementi vestimentari. La dimensione maggiore del disegno fa sì che non sia ascrivibile alla cultura del figurino anni Cinquanta.
La ricerca compiuta da Albini in merito alla scelta dei tessuti, alle modalità produttive legate alla produzione industriale, ha contribuito ad avvicinare la moda alle persone, al loro lavoro, congiuntamente ai cambiamenti culturali della Milano dei primi anni Settanta, attivando una vera e propria rivoluzione nell’ingranaggio produttivo.
Albini è fautore di un nuovo progetto dell’abito, esalta il rapporto tra abito e design del corpo, abito e industria pronta e, attraverso il ripensamento del ruolo della donna nella società, propone una trasformazione epocale del linguaggio della moda.
La mostra è presentata dal CSAC nell’ambito del festival Il Rumore del Lutto (XVII Edizione) e della ormai consolidata collaborazione con l’Associazione di promozione sociale “Segnali di Vita”.
A cura di Matilde Alghisi e Paola Pagliari

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