Il corpo della città nel tempo sospeso

Luogo:Palazzo Governatore

Orario:

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La creazione fotografica che Fondazione Teatro Due ha affidato a Luca Stoppini grazie all’occasione del Progetto speciale 2019 del Reggio Parma Festival è stata realizzata da ottobre 2019 a gennaio 2020 coinvolgendo – in uno straordinario viaggio antropologico che ha visto la partecipazione di oltre 100 persone – il Teatro, gli attori e abitanti della Città meno visibili.

Un’indagine alla scoperta di luoghi e umanità che attraverso il punto di vista degli attori potesse riappropriarsi del Corpo della Città meno spettacolare, spazi in cui il tempo si sospende: luoghi della Città come teatro del cuore per gli attori, Spazi del Teatro come lente d’ingrandimento per figure quotidianamente nascoste, spesso protagonisti potenti ma invisibili nella mediaticità quotidiana.

L’Abbazia di San Giovanni, la Chiesa dell’Annunciata, con la sua Mensa dei Poveri, la Libreria del Centro Torri, il Bar Gianni, ritrovo dei tifosi del Parma, la Stazione ferroviaria, la Galleria Nazionale, l’Orto botanico, l’Osteria Artaj, il Tempietto d’Arcadia del Parco Ducale, l’Istituto d’Arte P. Toschi sono alcuni dei luoghi diventati teatro di un inaspettato dialogo visivo tra artisti e i loro abitanti abituali.

I mutamenti globali in atto stanno ridisegnando la geografia delle nostre Città, delle relazioni che vi si sostanziano e dunque dei luoghi della cultura. I vari frammenti che le compongono non riescono a dare un’immagine stabile della complessità di sedimentazioni concretatesi, spesso per giustapposizioni. Se il teatro vuole porsi come riattivazione critica dell’esistente attraverso la sua trasformazione artistica, si rende necessaria una riflessione identitaria che parta dalla storia dei luoghi, ma anche dalle loro mutazioni in atto. Come il Teatro forgia continuamente nuovi spazi d’azione in relazione alla costruzione semantica degli attori che li vivono, la Città, come Teatro, è permeabile alle trasformazioni secondando la vivibilità dei cittadini. Mutando la percezione dei luoghi, lo sguardo teatrale può suggerire una strada da percorrere: come l’attore si appropria dello spazio in cui agisce ascoltandolo, così possiamo creare una nuova memoria, collettiva e individuale, attiva, che non solo fotografi l’esistente, ma stimoli visioni su un “possibile” della Città.

“Creare una nuova memoria” significa anche riattivare un vissuto culturale che possa configurarsi come potente additivo per la definizione di un Tempo Nuovo, in cui la comunità è chiamata a ritrovarsi e a ripensare la propria socialità dopo il trauma di questi mesi.

L’esposizione è organizzata da Fondazione Teatro Due con la collaborazione del Comune di Parma, presso il Palazzo del Governatore.  

 

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